Corpo Bandistico PDF Stampa E-mail

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La Banda Musicale «Giovanni Vittadini» è diventata parte integrante e di alto valore civico e culturale della comunità livraghina. I suoi molti componenti hanno vissuto momenti storici delicati come la vicenda della prima e della seconda guerra mondiale, senza contare la difficoltà di ogni genere che comporta gestire un gruppo numeroso di persone che si dedicano sì ad una attività piacevole e ricca di soddisfazioni ma anche piena di sacrifici.
Le esibizioni della Banda sono legate durante l’anno alle manifestazioni più significative dal punto di vista folcloristico, alle tradizioni più belle, alle feste civili e alle processioni religiose. Il comm. Vittadini, oltre ad aver voluto dare ad essa una adeguata sede, ha voluto nominarla legataria di parte dei suoi beni. La Banda ha saputo continuare quella tradizione culturale musicale che ha tenuto alto il suo nome e un grosso merito che va riconosciuto ai dirigenti del Corpo Bandistico ed a tutti i suoi componenti quale sicuro presupposto per la futura attività.
Nell’anno 1880 prese corpo l’idea della Banda, fino a diventare realtà. Il Sig. Gaetano Grazzani, organista parrocchiale lanciò per primo l’idea trovando entusiastiche adesioni fra la gente e l’appoggio del Parroco e del Sindaco. Con l’acquisto dei primi strumenti e del materiale indispensabile, con la pazienza dell’insegnante e la volontà degli allievi  e nello spazio di poco più di un anno Livraga ebbe la sua Banda.
La sede per le lezioni cambiò spesso ubicazione non trovandosi un ambiente adatto o per lo meno che offrisse quel minimo di funzionalità, fino al 1936, anno in cui venne edificata la attuale sede. Per mezzo secolo e cioè fino al 1930 la Banda visse con gli introiti dei servizi. Era molto apprezzata e rinomata nel Lodigiano e fuori e quindi molto richiesta anche da grossi centri per feste religiose e civili. Il mezzo di trasporto era il classico carro agricolo trainato da cavallo che gli agricoltori locali prestavano di buon grado.
La bella divisa, quella che tutti ricordano per la ricchezza della sua foggia: in panno nero con bande azzurre profilate in bianco a lato dei pantaloni, la giacca alla ussaro dai polsini azzurri e profilata in bianco con doppia fila di bottoni argentati, le mostrine pure azzurre sulle quali spiccavano le cetre dorate. Da elaborate spalline in candido cotone partivano ricchi cordoni terminanti in fiocchi che scendevano sul petto. Il cappello, in feltro rigido, a guisa di elmo con guarnizioni in metallo argentato, coccarda tricolore al centro con cetra, in più arricchito da un fluente pennacchio bianco. Era oggetto di ammirazione e moltissimi i paesi che invitavano la Banda di Livraga per la sua decoratività oltre che per la validità musicale. La divisa ufficiale è durata 75 anni, cioè fino alla totale consumazione. Rifarne il modello non è stato possibile dato i costi, considerando inoltre che risulterebbe anacronistica.
Il primo gennaio la Banda sfilava per Livraga a porgere il Buon Anno a tutto il paese. Presentati gli auguri al Sindaco (o podestà) ed al Parroco, si soffermava davanti alle case di coloro che mostravano gradirne la visita ricambiando a loro volta gli auguri con un’offerta. Il denaro raccolto era una vitale iniezione alle sempre dissanguate casse.
Il M. Giulio Romano tenne la bacchetta fino all’inizio del secolo. Ritiratosi per ragioni di età, la passò al sig. Francesco Abbà, uno fra i musicanti di maggior spicco per capacità e autorevolezza. Dopo qualche anno, questi preferì cedere la direzione al fratello Emilio che ha diretto la Banda per circa quarant’anni con vera passione, perizia ed entusiasmo. Molto apprezzato dai musicanti che gli riconoscevano indubbia capacità. Nei momenti di crisi sapeva, con ammirevole ostinazione, resistere alle avversità fino ad una loro positiva soluzione.
La Banda di Livraga nel primo mezzo secolo di vita deve molto a questi Direttori. Guide sicure che nei momenti difficili seppero mantenerla in vita e portarla ad importanti successi.
Va da quel tempo l’interessamento alla Banda da parte del Comm. Giovanni Vittadini, ricco possidente livraghino, innamoratissimo dell’arte bandistica. Già qualche tempo prima c’era stato un approccio, sfociato in nulla di fatto per una ragione che ci pare giusto segnalare. Il Comm. Vittadini voleva che la Banda si chiamasse Corpo Bandistico Giovanni Vittadini smettendo quello di Banda S. Cecilia, nome con il quale era nata. Nonostante l’evidente vantaggio al quale sarebbe andata incontro, ci fu nelle vecchie leve un po’ di contestazione, suggerita del resto da legittimo orgoglio. Il Comm. Vittadini, molto comprensivo, si tirò in disparte. Più avanti però, riproponendo l’idea corredata da un programma preciso ed allettante, ogni barriera cadde. Il rinnovamento del parco strumenti e delle divise, l’erezione di una sede degna e monumentale, la presenza di un Maestro altamente qualificato, una rendita che assicurava la perpetuazione della Società, sono le componenti che trasformarono la Banda in Corpo Bandistico Giovanni Vittadini.
L’Auditorium Giovanni Vittadini è un edificio di notevole risalto nel panorama livraghino. Sorge in via Roma su un’area delimitata da una massiccia balaustra. Due maestosi pini fanno da cornice alla facciata neoclassica, ricca di sei colonne in granito portanti un capitello con fregi in bassorilievo; ai lati due busti di marmo di buona fattura, raffigurano Verdi e Puccini. Ancora una balaustra corre lungo il perimetro alla sommità dell’edificio. L’insieme offre una visione suggestiva e monumentale. L’interno può ospitare 350 persone. L’acustica è buona anche se non corrisponde perfettamente alle esigenze di un auditorium.
Il Maestro Alberto Faleni, uno fra i più noti e valenti Direttori del tempo, vera gloria dell’ambiente bandistico fu il Direttore che il Vittadini chiamò. Egli seppe trasformare in poco più di un anno una piccola banda campagnola in un grande complesso di circa sessanta elementi dotato della completa gamma strumentale. Borgate importanti e città chiedevano pienamente soddisfatti (Lodi, S. Angelo, Cotogno, Casalpusterlengo, Crema, Pavia sono alcune località). Con l’avvento della seconda guerra mondiale la situazione mutò notevolmente. La chiamata alle armi ridusse di buon numero i componenti. Coloro che per l’età (giovanissimi ed anziani) non erano in servizio militare, continuarono alla meno peggio l’attività in attesa che gli altri tornassero. Durante il periodo bellico, la Banda dovette abbandonare la sua sede, requisita dalle autorità ed adibita a magazzino scorte militari ed a garage, per trovare asilo nella chiesa di S. Bassiano con il beneplacito dell’autorità ecclesiastica. Al termine del conflitto, cioè nel ‘45, si contavano ancora parecchi assenti, alcuni purtroppo mai più tornati. I rimasti, integrati da qualche rincalzo delle ultime leve, ripresero con tenacia l’attività ed altre soddisfazioni arrivarono: il primo premio al concorso di Casaletto Ceredano, il primo premio a Soncino, altri concerti e convegni bandistici ove la presenza del Corpo Bandistico Giovanni Vittadini era considerata prestigiosa per la manifestazione.
Nel 1955 ci furono grandi festeggiamenti per la celebrazione del 75° di fondazione. La sera di sabato 21 maggio, presso l’auditorium, il concerto celebrativo tenuto dalla Banda, il giorno seguente, domenica, un grandioso raduno di Bande. Se ne presentarono ben quattordici a fare corona alla festeggiata. Tutte sfilarono per le vie del paese, indi ogni complesso si esibì con un brano del proprio repertorio, sul grande palco allestito nel cortile del Palazzo Comunale. Una marea di folla invase Livraga, accorsa da ogni parte del Lodigiano e dai luoghi di provenienza delle Bande presenti. La manifestazione ebbe uno strepitoso successo.
Il M. Faleni si ritirò per limiti di età nel 1962. Già da qualche anno le Bande in genere risentivano di una crisi provocata da un cambiamento nel gusto popolare orientato verso altre forme di attrazione, si nota un calo sensibile nella richiesta di servizi, cominciano gli abbandoni, incide molto anche l’emigrazione verso la città per ragioni di lavoro.
A sostituire il M. Faleni viene invitato il Maestro Prof. Ugo Turriani, docente al Conservatorio G. Verdi di Milano, solista di corno nell’Orchestra della RAI. Nel suo curriculum, concerti come solista, con i più celebrati direttori internazionali. Ha una larga esperienza bandistica per aver diretto importanti complessi. Trovandosi innanzi ad una sparuta schiera, non si schermisce, anzi, saggiate le possibilità della Banda la impegna subito in un repertorio di notevole difficoltà ottenendo risultati insperati.
Nel 1980 la Banda ha compiuto un secolo di vita e il centenario di fondazione è stato ricordato con una pubblicazione che ne ripercorre la storia, oltre che con una settimana di concerti, spettacoli e saggi musicali a cui partecipano molte bande del circondario. Nel 1982 hanno inizio i corsi di orientamento musicale per allievi, sotto la direzione del M° Prof. Franco Bassanini, l’anno successivo fanno il loro ingresso i primi gruppi di ragazze.
Nel 1992 il Corpo Bandistico chiama alla direzione un nuovo maestro, il Prof. Giuseppe Parmigiani, docente al conservatorio “Nicolini” di Piacenza, che ha il merito di rivedere e arrangiare gran parte del repertorio, migliorando il livello musicale del gruppo. La Banda presenzia alla visita del Santo Padre Giovanni Paolo II alla città di Lodi. Nel 1994 l’Auditorium Vittadini ospita una famosa Banda Ungherese che si esibisce nell’ambito di un prestigioso gemellaggio con la Banda di Livraga e nello stesso anno il Corpo Bandistico Livraghino partecipa al raduno bandistico tenutosi a Roma in Piazza San Pietro in occasione dell’Anno Internazionale della Famiglia: i musicisti ricevono così il saluto di Giovanni Paolo II. In questi anni si esibisce in concerto nelle città di Pesaro e Urbino e di Finale Ligure e partecipa ad un corso nazionale per bande musicali tenutosi nella città di Porlezza.
Il 2005 rappresenta un anno importante: si celebra infatti il 125° di fondazione di questa gloriosa istituzione. La Banda Vittadini festeggia 125 anni di ininterrotta attività, un traguardo davvero prestigioso per un piccolo paese e un grande motivo di orgoglio per tutti i bandisti. Per esprimere la gioia e la soddisfazione generale di un evento così importante, il Corpo Bandistico "Giovanni Vit tadini" ha proposto una serie di manifestazioni musicali allo scopo di tener viva la memoria della continua attività musicale della Banda e nella speranza di suscitare un nuovo e più largo interesse nei confronti di questo gruppo; si intende così dire "grazie" a tutta la popolazione di Livraga che ha sempre circondato la Banda con il proprio affetto e a tutti coloro che hanno sostenuto e hanno presenziato ai successi di questo gruppo. Il volume pubblicato in questa occasione è corredato da numerose fotografie, sia d’epoca che recenti, raffiguranti i musicisti che ne hanno fatto parte nel corso degli anni.
Questo è stato un altro traguardo di tappa, il giro continua a tutt’oggi. Oltre duecentocinquanta livraghini ne hanno vestito la divisa, la tradizione bandistica di Livraga rimane ben radicata e sempre pronta a produrre giovane linfa, contribuendo a diffondere il patrimonio musicale e favorendo l’avvicinamento dei più piccoli alla musica. Con la presenza a cerimonie religiose e civili il Corpo Bandistico rappresenta un riferimento importante nel panorama culturale di Livraga.
 

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